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LE MALATTIE EPATICHE NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE

La situazione epidemiologica delle principali malattie del fegato, evidenzia su oltre 200 milioni di persone che annualmente nel mondo contraggono l’epatite, dati drammatici in termini di contributo in vite umane.
Si ipotizzano in oltre 4 milioni i decessi annuali per cirrosi post-epatitiche ed epatocarcinomi correlabili con un’infezione da virus epatitici. In Africa e nell’Asia Orientale, la principale causa di morte, e’costituita da queste malattie. In Italia, il numero di epatiti virali supera le 100 mila nuove infezioni l’anno con un numero di decessi\anno per epatocirrosi ed epatocarcinomi superiore alle 10 mila unita’.
Non vi e’ alcun dubbio che il maggior tributo in morbilita’ e mortalita’ spetti all’epatite acuta da virus epatitici “maggiori”.
Gli agenti eziologici in grado di causare un’epatite acuta ,siano essi di natura infettiva o non infettiva, costituiscono un eterogeneo gruppo. Le cause infettive di epatite acuta sono dovute a virus, batteri, micobatteri, rickettsie, mycoplasmi e protozoi.
Le cause non infettive sono riconducibili essenzialmente a farmaci o affezioni extra-epatiche.
Un posto preminente in epatologia,lo occupano i cosidetti” virus primari”dell’epatite i quali, pur non appartenendo alla stessa famiglia e pur essendo immunologicamente distinti,sono in grado di moltiplicarsi all’interno del fegato, il piu’delle volte in maniera asintomatica.

Darwin scrisse che in condizioni avverse , non sopravvive il piu’ forte ma chi si sa adattarsi meglio. I virus, e in particolare alcune specie, sono, sotto questo aspetto, degli autentici maestri. Stara’ all’uomo, con i suoi comportamenti individuali e con le scelte sociali future a doverne tenere in debito conto

Roberto Cecere



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