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Aethina tumida, un secondo accertamento in Calabria. Zone di protezione e sorveglianza. Nuova nota del Ministero

imgCon una nota del 19 settembre il direttore della Direzione generale del ministero della Salute, Silvio Borrello, fornisce aggiornamenti relativi al ritrovamento di Aethina tumida in Calabria. E segnala che c’è un nuovo accertamento di Aethina tumida nel comune di Rosarno. Il 17 settembre i veterinari della Asl di Reggio Calabria e del Centro di Referenza nazionale per l’apicoltura dell’Izs delle Venezie hanno rilevato la presenza di adulti di Aethina tumida in un apiario posto nel Comune di Rosarno a circa un chilometro di distanza dal luogo del primo accertamento. Oggi, 19 settembre, il Centro di referenza nazionale ha confermato il sospetto. Nella stessa giornata di oggi verrà effettuata una verifica del livello di infestazionenell’apiario colpito tramite il controllo di trappole che sono state disposte in tutte learnie.

Intanto il 16 settembre è arrivata la conferma del Centro di referenza comunitario del primo caso accertato in Calabria l’11 settembre scorso. Il Centro comunitario di Sophia antipolis (Francia) ha confermato il riconoscimento morfologico per Aethina tumida dei campioni prelevati presso i nuclei posti a Gioia Tauro. E’ in corso l’identificazione molecolare.

Misure di controllo, sorveglianza ed eradicazione:

La Regione Calabria sta provvedendo a emettere uno specifico provvedimento che prevedrà la creazione di una zona di protezione e una di sorveglianza all’interno delle quali sarà contemplato anche il divieto di movimentazione su tutto il territorio regionale.

La nota del 19 settembre del Minsalute e La scheda  sul aito dell'IzsVe

 

Per la prima volta in Italia diagnosticato un focolaio di Aethina Tumida: una nuova grande minaccia per le api

IMGIdentificato un focolaio di Aethina tumida in provincia di Reggio Calabria. Si tratta del primo rinvenimento del parassita in Italia ed è stato effettuato il 5 settembre da parte di personale dell'Università di agraria che da marzo del 2014 aveva posizionato "nuclei esca" nelle vicinanze del porto di Gioia Tauro ritenuto un possibile sito di introduzione. Dopo il ritrovamento del coleottero i nuclei sono stati sottoposti a trattamento tramite fumigazione e congelamento.  L’Aethina tumida è un coleottero della famiglia dei Nititulidi che aveva già invaso il Nord America alla fine degli anni '90 provocando ingenti danni al patrimonio apistico, con livelli di infestazione (diverse centinaia di larve e di adulti) mai riscontrati in Africa, sua zona di origine. Il ministero della Salute, Direzione Generale della Sanità Animale, il 12 settembre ha diffuso una nota. La nota del Ministero

L'11 settembre 2014 il Centro di referenza nazionale per l'apicoltura presso l'Izs delle Venezie ha confermato  il primo accertamento in Italia. L’ Aethina Tumida è un coleottero parassita degli alveari, esotico nell'intera Unione Europea e che è in grado di determinare notevoli danni che vanno dal consumo delle scorte di polline e miele fino ad arrivare alla distruzione dell'intera covata.

Nel darne notizia ieri il Cra Api ha evidenziato le circostanze della scoperta e come il professor Vincenzo Palmeri, dell'Università di Reggio Calabria, autore del ritrovamento e dell'identificazione del parassita esotico, avesse avvertito il Ministero della Salute ed il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali affinché venissero attivate le procedure necessarie per circoscrivere ed eradicare eventuali ulteriori altri focolai nonché impedire la diffusione del parassita sul territorio nazionale. Data la gravità dell'evento, è opportuno che tutti gli apicoltori dell'area interessata procedano ad un'attenta e sistematica osservazione dei propri alveari e denuncino obbligatoriamente il sospetto all'autorità veterinaria locale. Il controllo. L'approfondimento

MISURE URGENTI DI CONTROLLO E PREVENZIONE DISPOSTE DAL MINISTERO DELLA SALUTE

1) Rintraccio e controllo a destino degli apiari che hanno effettuato attività di nomadismo durante il periodo estivo nella Regione Calabria. Detti controlli dovranno essere finalizzati alla ricerca negli alveari degli stadi larvali e degli adulti di Aethina Tumida. L'esame nell'alveare dovrà essere effettuato sollevando i favi del nido considerato che questo coleottero tende a nascondersi nelle parti meno luminose dell'arnia.

2) In caso di rilevamento di adulti o stadi larvali che facciano sospettare la presenza di Aethina Tumida si dovrà ricorrere al sequestro di miele, favi e qualsiasi materiale veicolo di contagio;

3) Negli apiari di cui al punto 2) si dovrà ricorrere alla distruzione dell'intero apiario e al contestuale trattamento del terreno circostante che dovrà essere arato per una profondità di almeno 20 cm e trattato con sostanze anti larvali (es. permetrina al 40% )

4) L'applicazione dei provvedimenti di cui sopra dovrà essere comunicata puntualmente alla Direzione generale Sanità animale.

Qualche notizia sull'Aethina tumida

L’Aethina tumida è un coleottero nititulide relativamente piccolo, grande circa un terzo di un’ape operaia, originario di alcune regioni del sud del Sahara, da cui poi si è diffuso in vari paesi del mondo. È stato individuato in Florida nel 1998, manifestando in questo territorio tutta la sua pericolosità e dannosità per il comparto apistico, successivamente in Egitto (2000), in Canada e Australia (2002), in Portogallo (2004) in Messico nel 2007 e 2010.

A questi rilevamenti si aggiunge, malauguratamente, l’Italia, con il ritrovamento del 5 settembre. Il 2014, già caratterizzatosi come un anno difficilissimo per l’apicoltura non solo italiana ma europea, segna un altro dato estremamente preoccupante: l’introduzione di un nuovo pericoloso ed esotico nemico degli alveari. Il caso del Portogallo, in cui prontamente si individuò il coleottero all’interno del candito utilizzato nelle gabbiette per il trasporto di api regine, dimostra che l’eradicazione, con un intervento deciso e mirato in un’area di diffusione limitata, è possibile. In Portogallo si verificò l’eradicazione di Aethina tumida e l’apicoltura europea tirò un sospiro di sollievo, resta da vedere cosa accadrà in Italia, così come restano da conoscere le vie attraverso le quali il coleottero è stato introdotto e quali sono esattamente le sue aree di diffusione attuali.

I danni prodotti da Aethina tumida sono a danno sia delle api adulte che delle forme pre-imaginali. A parte l’impupamento del coleottero, che avviene sul terreno di fronte alle arnie, il resto del suo ciclo biologico avviene all’interno dell’alveare, fino a compiere ben 5 generazioni all’anno. Gli adulti di A. tumida risultano essere attratti dagli odori non delle singole api o dei loro prodotti ma dagli odori dell’alveare nel suo insieme, odori che possono captare anche a più di 10 km di distanza. Gli adulti di A. tumida introdottisi nell’alveare si cibano principalmente delle uova deposte dall’ape regina, di covata, di miele, di polline. Potremmo dire che si tratta di un antagonista delle api pressoché «onnivoro». Le larve del coleottero si nutrono di polline e miele danneggiando seriamente i favi a causa delle gallerie che scavano nei favi stessi e sono inoltre in grado di inquinare il miele con le proprie feci. Il miele così contaminato tende a fermentare e fuoriuscire dalle celle, sporcando l’alveare e diffondendo in questo modo la miscela di miele lordato. Possono esservi danni anche ai telaini immagazzinati, così che i danni provocati da A. tumida si potrebbero sommare a quelli prodotti da Galleria mellonell a (la cosiddetta tarma della cera).

Le serie preoccupazioni destate dalla diffusione di questo coleottero dipendono in larga misura sia dalle scarse conoscenze relative a questo insetto, con il risultato che si hanno strategie di contenimento e controllo poco efficaci, sia dal fatto che mentre nei paesi di origine il coleottero dell’alveare tende ad aggredire le famiglie più deboli e causa danni limitati, in Florida ha dimostrato capacità di adattamento e modificazione del comportamento notevoli.

Disponibile il MAQS (acido formico in gel) anche in Italia per la lotta contro la Varroa

imgE’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto di Autorizzazione per l’immissione in Commercio(AIC) del MAQS, molto atteso dal mondo apistico, a base di acido formico in gel, che tra non molto sarà disponibile in commercio anche in Italia, distribuito da FILOZOO. Denominato “MAQS 68,2 g Strisce per alveare per api mellifere”, si somministra alle api tramite un supporto fatto di carta biodegradabile, in forma di strisce che rilasciano l’acido formico, una volta disposte adagiate trasversalmente sopra ai telaini del nido. Il prodotto agisce per evaporazione ed è capace di uccidere le varroe in fase foretica e, soprattutto, le varroe nella covata opercolata. Determinanti per il corretto funzionamento del prodotto sono: 

- la temperatura diurna esterna che deve essere compresa tra 10 e 29,5°C; temperature superiori possono danneggiare le regine e la covata non opercolata per la repentina ed eccessiva evaporazione;

- la forza della famiglia, che deve essere non inferiore a 6 telaini di nido coperti di api;

- la ventilazione dell’alveare, assicurata dalla porticina che deve rimanere aperta.

L’acido formico è corrosivo per i metalli e pericoloso per l’operatore che deve evitare il contatto diretto utilizzando guanti resistenti alle sostanze chimiche (EN 374) e l’inalazione dei vapori. Dopo il trattamento è necessario verificare l’effettiva presenza della regina. Il tempo di attesa per il miele è zero giorni. Il prodotto può essere impiegato in presenza di melari ed è dispensato in farmacia con ricetta semplice non ripetibile.