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Gio24042014

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News Veterinaria

Mercato Ittico - Scoperto e interrotto traffico illecito di prodotti della pesca

imgPosti sotto sequestro 605 kg di spigole/orate allevate in Grecia.

Nel corso di un’ispezione effettuata presso il Mercato Ittico Cargest la notte del 23 gennaio u.s. presso una delle 40 aziende che operano in qualità di grossisti di prodotti della pesca, il Dott. Giuseppe Muratore, Responsabile del Mercato Ittico, coadiuvato dal T.d.P Manlio Nera e dall’O.T. Mario Vasselli, ha posto sotto sequestro una partita di 605 kg di spigole/orate la cui documentazione commerciale di scorta presentava gravi irregolarità, tra cui quantità dichiarata e reale quantità commercializzata, mancanza totale di etichettatura, presenza di etichette adesive con bollo comunitario riutilizzabili, oltre a diverse bollette anonime.

Risulta inoltre violata la normativa relativa alla rintracciabilità dei prodotti alimentari, e per quanto sopra elencato, saranno irrogate le previste sanzioni. Informate inoltre, per i provvedimenti di conseguenza, la Regione e la Asl di provenienza dei prodotti, la Guardia di Finanza e CARGEST, l’ente gestore del C.A.R.

Una siffatta transazione di prodotto alimentare danneggia tutte le ditte titolari di attività all’interno del Centro Agroalimentare e del Mercato Ittico che operano rispettando la legge e sopportando oneri gravosi per la gestione aziendale.

 

Dott. Giuseppe Muratore

Sequestro di 500 kg di Pesce Sciabola presso il Mercato Ittico del Centro Agro Alimentare

imgIn seguito ad un recente controllo eseguito dal Dott. Giuseppe Muratore su una partita di pesce sciabola (Lepidopus Caudatus) di Kg. 475,00 proveniente dalla Sicilia ed esposta per la vendita, è stata riscontrata la presenza di numerose larve di Anisakidi nella cavità addominale (reperto abbastanza frequente nel pesce azzurro) e numerose larve dell’ordine dei Trypanoryncha (cestodi) nelle masse muscolari, reperto questo più raro ed addirittura rarissimo nel pesce sciabola, più frequente il reperto nel pesce spada e nella ricciola.

Tale riscontro è in violazione a quanto disposto dal Reg. 853/2004 e succ. mod. e int., che sancisce espresso divieto per gli operatori del settore ittico ad immettere sul mercato prodotti della pesca manifestamente infestati da parassiti.

Il tempestivo intervento ha permesso di eliminare dal commercio l’intera partita, posta sotto sequestro ed in seguito avviata alla distruzione. E’ stato inoltre  lanciato immediatamente un sistema di allerta alla Regione Lazio per la trasmissione alla Regione Sicilia ed i conseguenti controlli sulla ditta produttrice.

A differenza degli Anisakidi che appartengono alla classe dei Nematoda, l’ordine dei Trypanoryncha appartiene alla classe Cestoda, sottoclasse Eucestoda.

Il presunto ciclo di vita del parassita in questione comprende tre ospiti. I vermi adulti vivono nelle branchie dello squalo. Le proglottidi gravide espulse vengono a contatto con l’ambiente marino attraverso le feci dell’animale. Dalle uova fuoriescono i coracidi ciliati, che vengono ingeriti da crostacei copepodi facenti parte del plancton marino, nei quali i coracidi proseguono il loro sviluppo originando una larva plerocercoide. I copepodi infestati vengono a loro volta ingeriti da pesci teleostei, all’interno dei quali si verifica l’incistazione delle plerocerche nel classico stadio della blastocisti. Il ciclo vitale del parassita si completa allorché lo squalo si ciba dei teleostei infestati.



 larve di anisakidae nella cavita addominale pesce sciabola  larve di Trypanorynca in penetrazione nelle masse muscolari  larve di Trypanorynca incistate nelle masse muscolari

Convenzione tra la Asl Roma G e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

imgNel mese di ottobre u.s. è stata firmata dal Direttore Generale della nostra ASL, Dott. Renzo Nazzareno Brizioli la convenzione con L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per il progetto AQUATRACE.

Nell’ambito della realizzazione del progetto europeo denominato Aquatrace – Sviluppo di metodi per tracciare e valutare l’impatto genetico del pesce di allevamento, stiamo raccogliendo campioni freschi di spigola (Dicentrarchus labrax-DL), orata (Sparus aurata -SA) e rombo chiodato (Psetta maxima PM) provenienti da popolazioni selvatiche. Tale progetto ha l’obiettivo di sviluppare strumenti genetici per valutare il fenomeno delle fughe dagli impianti di maricoltura e tenere traccia dell’eventuale impatto genetico sulle popolazioni selvatiche. E’ quindi necessario collezionare numerosi campioni biologici di buona qualità, da esemplari conservati a 0-2° e preferibilmente  entro le 24h dal decesso), georeferenziati e corredati da specifiche informazioni.

L’obiettivo del campionamento è di raccogliere, entro l’anno 2013, biopsie da almeno 20 individui di ciascuna specie per ogni sito per un totale di circa 200 campioni. Poiché tali campioni costituiranno i baseline di riferimento per le popolazioni selvatiche, è essenziale campionare solo esemplari di certa origine selvatica di cui si possa risalire alla provenienza geografica, tralasciando invece quelli per i quali possa esserci il dubbio che provengano da impianti di allevamento, magari in seguito a eventi di fuga o a interventi di ripopolamento in lagune, valli da pesca e stagni costieri.

Il disegno di campionamento prevede, più o meno 2 - 3 siti di raccolta per l’area FAO 37.1.3 (es. 1 sito nel Mar Ligure; 1 sito nel Mar Tirreno Centrale settore est, 1 sito per la Sardegna_settore Sud o Occidentale) e 1 sito di raccolta per l’area 37.2.2 (Mar Ionio, es Golfo di Taranto). Data questa cornice, i siti di campionamento devono essere il più possibile circoscritti  e possono essere individuati tra quelli ritenuti più opportuni, sulla base della reperibilità della specie in questione e sull’attendibilità delle informazioni e delle reference del fornitore.

Informazioni di dettaglio:

Il personale Veterinario e Tecnico afferente alla U.O.C. centro Agroalimentare sta eseguendo i previsti campionamenti presso il Mercato Ittico all’ingrosso in Guidonia monecelio c/o il Centro Agroalimentare Roma.

-       il campionamento consiste nel prelievo di una piccola porzione di pinna, preferibilmente dal lobo superiore della pinna caudale, di circa 1,5 cm2

-       il campione viene immediatamente immerso in una soluzione di etanolo al 95%, fornito dall’ISPRA direttamente in apposite provette.

-       si registrano le principali informazioni biometriche ed eventualmente si fotografa l’esemplare.

-       si annotano le informazioni sulla data di cattura e sulla provenienza geografica del pesce (località, porto di sbarco, eventualmente coordinate geografiche)

Siti per le provenienze delle matrici da campionare

Dott. Giuseppe Muratore

Direttore f.f.

U.O.C. centro Agroalimentare

 

 

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